Curare un tumore senza danneggiare il cuore è una delle sfide più difficili della medicina moderna. Molti farmaci oncologici, infatti, sono efficaci contro le cellule tumorali ma possono avere effetti collaterali importanti sul sistema cardiovascolare. Ora, una ricerca pubblicata su Science apre una strada promettente per ridurre questo rischio.Lo studio si concentra su una proteina chiamata ZNF281, che sembra avere un ruolo chiave nella risposta allo stress delle cellule cardiache. I ricercatori hanno scoperto che diversi tipi di farmaci antitumorali, anche molto diversi tra loro, attivano un meccanismo comune: aumentano la produzione di questa proteina nei cardiomiociti, le cellule del cuore.

Gli esperimenti hanno dato risultati sorprendenti. Nei topi geneticamente modificati per non produrre ZNF281 nelle cellule cardiache, i danni al cuore causati da alcuni chemioterapici non si verificavano. Al contrario, un aumento di questa proteina era associato a segni evidenti di sofferenza cardiaca. Ancora più interessante è il passo successivo: i ricercatori hanno sviluppato una piccola molecola in grado di bloccare l’attività di ZNF281. Nei modelli animali, questo composto non solo ha prevenuto i danni cardiaci provocati da farmaci come la doxorubicina, ma ha anche migliorato la risposta contro il tumore e ridotto la formazione di metastasi.