Per Robert Brightman, la vittoria contro il cancro non si misurava solo in mesi, ma in autonomia. Nonostante una diagnosi di tumore al pancreas metastatico — una delle più spaventose in medicina — Robert riusciva ancora a prendere l’autobus 151 di Chicago per raggiungere la Northwestern Medicine, dove partecipava alla sperimentazione di una nuova terapia. Per Robert, poter camminare verso la clinica come un cittadino qualunque era il segno che la malattia non aveva ancora vinto. Più o meno nello stesso periodo anche Matthew Husar affrontava la stessa sfida.

Tumore del pancreas, i casi in Italia aumentano

Sua moglie Donna ricorda il consiglio ricevuto da un loro parente oncologo: "Se hai l’opportunità di partecipare a una sperimentazione, coglila". Matthew l'ha colta, guadagnando due anni di vita e dando a sua figlia Madeline qualcosa che nessuna statistica online poteva offrirle: la speranza. "Internet è un posto terrificante quando cerchi 'tumore al pancreas'", spiega Madeline. "Ma sapere che c’era una ricerca in corso ci ha dato un obiettivo positivo su cui concentrarci". Oggi né Robert e né Matthew sono qui con noi, così come tutti gli altri pazienti che hanno iniziato la sperimentazione 5 anni fa. La malattia alla fine ha vinto. Ma quel tempo in più che è stato regalato loro ha convinto i ricercatori della Northwestern Medicine, che hanno coordinato la sperimentazione di fase II della nuova terapia, a provare ad andare avanti.