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17 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 14:40

Un gruppo di ricercatori sostenuti dal National Cancer Institute statunitense ha sviluppato un innovativo test del sangue in grado di migliorare l’individuazione dell’adenocarcinoma duttale pancreatico, una delle forme tumorali più aggressive e con prognosi sfavorevole. I risultati dello studio – come riporta il Corriere della Sera -sono stati pubblicati sulla rivista Clinical Cancer Research. Il tumore al pancreas resta infatti tra i più difficili da diagnosticare in tempo utile: nella maggior parte dei casi viene individuato quando è già in fase avanzata, riducendo drasticamente l’efficacia delle terapie. Attualmente, solo circa il 10% dei pazienti supera i cinque anni dalla diagnosi. Tuttavia, la comunità scientifica concorda sul fatto che una diagnosi precoce potrebbe cambiare significativamente queste prospettive, anche se al momento mancano strumenti di screening affidabili.

Per affrontare questo limite, i ricercatori della Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania e della Mayo Clinic hanno adottato un approccio progressivo, analizzando campioni di sangue di pazienti affetti da tumore pancreatico e confrontandoli con quelli di individui sani o con patologie simili ma non tumorali. Lo studio ha preso in considerazione due biomarcatori già noti: il CA19-9, comunemente utilizzato per monitorare la risposta alle terapie, e la trombospondina 2 (THBS2). Tuttavia, entrambi presentano limiti significativi: il CA19-9 può risultare elevato anche in condizioni benigne, come pancreatiti o ostruzioni biliari, mentre alcuni individui non lo producono affatto per ragioni genetiche.