La lotta contro il tumore del pancreas registra segnali incoraggianti: in Italia il numero di persone vive dopo la diagnosi è aumentato del 10% in soli tre anni. Un progresso che porta con sé un messaggio chiaro - la ricerca funziona - ma anche una sfida ancora aperta, perché la maggior parte dei casi continua a essere scoperta troppo tardi.

Secondo i dati aggiornati al 2024, nel nostro Paese 23.600 persone sono vive dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore pancreatico, contro le 21.200 registrate nel 2021. Un incremento significativo per una tra le neoplasie più difficili da trattare e che ancora oggi presenta una prognosi severa. I nuovi casi, tuttavia, non diminuiscono: 13.585 nel solo 2024, distribuiti quasi equamente tra uomini e donne.

Diagnosi tardiva nell’80% dei pazienti

Il dato più critico resta quello diagnostico: solo un paziente su cinque arriva all’osservazione clinica quando il tumore è ancora localizzato e può essere trattato chirurgicamente, condizione che offre le migliori chance di sopravvivenza. L’80% dei casi viene scoperto in fase avanzata, quando le possibilità terapeutiche sono limitate.

È proprio la diagnosi precoce il cuore dello slogan scelto dalla World Pancreatic Cancer Coalition per la Giornata mondiale del 2025, celebrata il 20 novembre: “Hello Pancreas. La diagnosi precoce è importante”. Un invito a prestare attenzione ai segnali del proprio corpo e a non sottovalutare sintomi iniziali spesso confusi con disturbi gastrointestinali comuni.