Partiamo da un dato che in medicina è acclarato sul fronte statistico. I tumori del cuore sono molto rari e quando l’organo viene raggiunto da metastasi, queste tendono a essere più piccole rispetto a quelle negli altri organi. Nel mosaico delle conoscenze che possono contribuire a spiegare, pur se non completamente, queste osservazioni si aggiunge ora un tassello fondamentale. Da una ricerca italiana giunge ora una risposta, che individua nel ripetersi continuo del “tum-tum” che caratterizza ogni attimo della nostra vita una sorta di “scudo” meccanico capace di proteggere il miocardio. Così, grazie al fluire costante del battito della vita, si riesce a porre anche un freno alla crescita dei tumori nel tessuto cardiaco. A dirlo è uno studio internazionale pubblicato su Science, coordinato dall’Università di Trieste in collaborazione con l’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) e il Centro Cardiologico Monzino IRCCS, con la partecipazione di partner in Italia, Austria, Germania, Norvegia e Regno Unito, tra cui l’Istituto Europeo di Oncologia, Medical University of Innsbruck, King’s College London, University Medical Center Hamburg-Eppendorf, Simula Research Laboratory di Oslo.
Il battito del cuore è uno scudo e lo protegge dal tumore e dalle metastasi
Le contrazioni ripetute possono creare una “barriera” fisica e meccanica per le cellule neoplastiche. Si aprono prospettive future per una “terapia meccanica” …







