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Ultimo aggiornamento: 14:38

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Bum, bum, bum… Il costante battito del cuore può contribuire a frenare la crescita dei tumori nel tessuto cardiaco. A dimostrare le potenzialità di questo nuovo approccio “meccanico” è uno studio internazionale coordinato dall’Università di Trieste, in collaborazione con l’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) e il Centro Cardiologico Monzino IRCCS. Il lavoro, pubblicato sulla rivista Science, richiama l’attenzione su un aspetto finora poco studiato: le forze fisiche che agiscono nel miocardio non si limitano a regolare la funzione cardiaca, ma possono anche influenzare il comportamento delle cellule tumorali, fino a rallentarne la proliferazione. Lo studio vede la partecipazione di partner in Italia, Austria, Germania, Norvegia e Regno Unito, tra cui l’Istituto Europeo di Oncologia, la Medical University of Innsbruck, il King’s College London, l’University Medical Center Hamburg-Eppendorf e il Simula Research Laboratory di Oslo. Un network ampio e integrato che ha consentito di combinare competenze sperimentali, cliniche, bioingegneristiche e computazionali.