Il battito cardiaco si rivela un'arma contro la crescita del tumore, infatti la forza delle contrazioni rallenta la moltiplicazione delle cellule tumorali nel cuore, cosa che potrebbe anche spiegare perché lo sviluppo di tumori cardiaci è un evento raro.

In futuro questa scoperta potrebbe tradursi nello sviluppo di dispositivi indossabili come fasce per rallentare la crescita di tumori superficiali come il cancro della mammella o i tumori della pelle: è quanto spiegato in un'intervista all'ANSA da Serena Zacchigna del Centro Internazionale per l'Ingegneria Genetica e la Biotecnologia e Università di Trieste, autrice di uno studio oggi su Science, che vede coinvolti, tra gli altri, esperti del Centro Cardiologico Monzino-Irccs, Università di Milano, Istituto Europeo di Oncologia (Ieo).

"Abbiamo visto che stimolando in maniera ritmica cellule tumorali, quindi simulando il battito cardiaco, queste crescono molto meno, viceversa riducendo le forze di contrazione le cellule crescono di più", spiega la ricercatrice.

Diversi stimoli meccanismi influenzano la crescita tumorale, ad esempio è molto importante e studiata la rigidità dell'ambiente circostante il tumore, spiega Zacchigna: "la cosa nuova in questo studio è che lo stimolo meccanico è rappresentato dalle forze generate dalla contrazione cardiaca".