Niente farmaci e nessuna stimolazione elettrica: per interrompere le aritmie cardiache in futuro si potrebbe ricorrere alla luce. È la visione suggerita da uno studio coordinato da alcuni ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca, appena pubblicato su Cell Biomaterials. Tutto sfruttando la capacità di alcune molecole di rispondere alla luce e di modulare al tempo stesso l’eccitabilità delle cellule del cuore.

Le aritmie cardiache

Per aritmie cardiache si intendono anomalie del battito cardiaco, sia per frequenza che regolarità, ricordano dall’Istituto superiore di sanità. Tra le più diffuse forme di aritmia c’è la fibrillazione atriale, una condizione che può aumentare sensibilmente il rischio di ictus. Complessivamente nel nostro paese si stima che sia interessato da aritmie cardiache (tra cui si contano, oltre la fibrillazione atriale, anche bradicardia, tachicardia, e fibrillazione ventricolare) circa il 2% della popolazione (dati Iss). Nei casi più gravi queste condizioni possono causare insufficienza cardiaca e arresto cardiaco.

Fibrillazione atriale: sì, l’attività fisica aiuta a gestire la malattia

30 Luglio 2025