Èil ritmo costante del battito del cuore a fermare la crescita dei tumori cardiaci, estremamente rari in tutti i mammiferi.

È quanto evidenzia lo studio internazionale pubblicato sulla rivista Science e guidato dall'Italia con il Centro Internazionale per l'Ingegneria Genetica e le Biotecnologie (Icgeb) di Trieste.

I risultati suggeriscono, infatti, che le forze meccaniche all'interno del tessuto cardiaco modificano la regolazione del genoma nelle cellule tumorali, impedendo loro di proliferare. Ciò apre una nuova strada per le terapie anti-cancro, basata proprio sulla stimolazione meccanica.

Alla ricerca hanno partecipato anche le Università di Trieste, di Milano e della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, insieme al Centro Cardiologico Monzino e all'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano, e all'Istituto Officina dei Materiali del Consiglio Nazionale delle Ricerche e all'Azienda Sanitaria Giuliano Isontina di Trieste.

Il cuore umano adulto ha una capacità molto limitata di autorinnovamento: le cellule cardiache si rigenerano a un ritmo di circa l'1% l'anno. Ciò potrebbe essere dovuto alle intense sollecitazioni meccaniche alle quali è sottoposto il tessuto cardiaco, che deve pompare continuamente il sangue superando una notevole resistenza. I ricercatori coordinati da Giulio Ciucci e da Serena Zacchigna hanno ipotizzato che sia questo stesso sforzo a fermare la proliferazione delle cellule cancerose e, per verificare tale teoria, hanno usato topi geneticamente modificati.