L’idea di trattare il dolore cronico con una stimolazione elettrica circola già da un po’, e già da anni neurochirurghi e pazienti possono contare su dispositivi di neurostimolazione – anche detti pacemaker spinali – per interrompere i segnali dolorosi a livello del midollo spinale. Ma il campo dei pacemaker spinali è in continua evoluzione e oggi, negli Usa, un team di ricercatori mostra il prototipo di stimolazione del midollo spinale con un nuovo dispositivo altamente flessibile e soprattutto wireless, che si attiva grazie agli ultrasuoni. Il dispositivo è stato descritto dalla pagine di Nature Electronics.
Dolore cronico: in Italia colpisce 10 milioni di adulti, soprattutto donne
09 Febbraio 2024
Neurostimolazione spinale attivata dagli ultrasuoni
La stimolazione del midollo spinale può essere utilizzata in diverse condizioni, per esempio per trattare dolore alla schiena in seguito a un intervento o la sindrome dell’arto fantasma. Ma perché rinnovare il campo dei neurostimolatori spinali? Uno dei motivi, spiegano dalla University of South California, ha a che fare con la necessità di alleggerire questi dispositivi e di rendere più facile la loro ricarica o sostituzione delle batterie (e relativi interventi chirurgici).






