Milano, 15 gen. (askanews) – Il dolore cronico è una condizione che si manifesta quando il dolore persiste per oltre tre mesi e riguarda circa una persona su quattro, in particolare adulti e anziani. Può avere molte cause, dai traumi a patologie come diabete, vasculopatie e tumori, e le conseguenze incidono sulla mobilità, sul lavoro e sulla vita sociale, con un impatto che non è solo individuale ma anche collettivo, dato che comporta una perdita di produttività che supera il 2% del PIL.
“Il centro di Terapia del Dolore di Verona da molti anni si occupa del trattamento del dolore cronico, anche in pazienti complessi. In questi pazienti trovano indicazione alcune tecniche molto avanzate e anche complesse, che sono appunto le tecniche di neuromodulazione spinale” spiega Vittorio Schweiger, direttore dell’Uoc Terapia del Dolore del Policlinico di Borgo Roma a Verona, aggiungendo che “queste prevedono l’impianto di neurostimolatori, che sono dei piccoli apparecchi mutuati dai pacemaker cardiaci, che nel corso di questi anni hanno visto dei grandi miglioramenti tecnologici”.
L’indicazione principale di questo tipo di trattamento riguarda le forme più gravi di dolore cronico legate alle patologie della schiena o ai dolori post traumatici causati da lesioni delle strutture nervose. A Verona, nel centro diretto dal professor Schweiger, il dottor Alvise Martini ha recentemente impiantato un nuovo neurostimolatore midollare sottocutaneo: l’Intellis-pro di Medtronic. La procedura, eseguita in sala operatoria e durata un paio d’ore, è stata eseguita su un paziente di 72 anni con una lesione traumatica del nervo sciatico e dolore cronico resistente ad altri trattamenti.






