Come un’automobile, anche il cervello avrebbe una sorta di conducente capace di guidare le reazioni al dolore. Quando ci pungiamo oppure subiamo una bruciatura o comunque andiamo incontro a un dolore acuto, il sistema nervoso attiverebbe una specie di freno in grado di attenuare progressivamente la reazione. Ma lo stesso non avverrebbe quando il dolore diventa cronico. In questa situazione, non si riuscirebbero a spegnere i segnali del dolore, che rimangono quindi attivi. E senza particolari possibilità di essere corretti.
La metafora automobilistica, ovviamente, non è propriamente scientifica. Ma può aiutare a capire quanto e come una ricerca apparsa su Science Advances potrebbe favorire la ricerca di nuove strategie d’approccio nei confronti del dolore cronico, una delle sfide più complesse per la medicina. Lo studio mette infatti in luce questo “segreto” scientifico che sarebbe celato all’interno del tronco encefalico, una regione del sistema nervoso centrale e più precisamente nel corno dorsale midollare. Insomma, aggiunge un tassello importante al mosaico delle conoscenze. Tanto da far ipotizzare, concentrando l’attenzione sui neuroni specializzati di questa area, di prospettare terapie del futuro mirate. Ovviamente, siamo solo all’inizio. Ma c’è la speranza di arrivare ad agire sulle anomalie del sistema frenante, che non funziona come vorremmo, perpetuando nel tempo il dolore.






