Nel sangue dei pazienti potrebbe nascondersi una vera e propria fabbrica di armi anti-cancro e ora un gruppo di ricercatori coordinati dall’Università della California di San Francisco ha capito come farla lavorare all’interno del nostro stesso corpo. In un articolo pubblicato sulla rivista Nature, gli scienziati hanno infatti sviluppato un metodo per riprogrammare con precisione le cellule immunitarie senza prelevarle e manipolarle in laboratorio.

CAR-T in vivo

Una sorta di terapia CAR-T in vivo. “Anziché utilizzare il metodo ‘tradizionale’, che prevede il prelievo dei linfociti T del paziente, la loro spedizione in una struttura specializzata per riprogrammarle geneticamente contro il cancro e poi la successiva rispedizione al paziente per reinfonderle nel suo flusso sanguigno, i ricercatori sono stati in grado di far svolgere tutto il processo all’interno dell’organismo dello stesso paziente”, spiega Antonio Pinto, direttore del Dipartimento di Ematologia e terapie innovative dell’Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli. “Questa tecnologia, al momento testata solo sui topi, permetterebbe di trasformare la CAR-T in una normale iniezione, perché il processo di ingegnerizzazione avviene direttamente all’interno del corpo”, commenta Giuseppe Novelli, genetista dell'Università di Roma Tor Vergata.