Fino a pochi anni fa sembrava fantascienza: riprogrammare le cellule del sistema immunitario per trasformarle in armi mirate contro il cancro. Oggi, le terapie CAR-T sono una realtà consolidata e stanno cambiando il volto dell’oncologia moderna, soprattutto per i tumori del sangue. Queste terapie, basate sui linfociti T geneticamente modificati, hanno mostrato risultati straordinari in malattie come leucemie e linfomi. Le prime approvazioni tra il 2017 e il 2018, sia negli Stati Uniti sia in Europa, hanno segnato un punto di svolta, aprendo la strada a un rapido sviluppo clinico e scientifico. Nei prossimi cinque anni, uno degli sviluppi più attesi riguarda l’individuazione di nuovi bersagli molecolari. Finora, molte terapie CAR-T si sono concentrate su antigeni come CD19, presenti sulle cellule tumorali ematologiche. Ma la ricerca sta ampliando il ventaglio di obiettivi, con l’obiettivo di colpire tumori sempre più diversi e ridurre il rischio di recidiva. Parallelamente, si lavora per rendere queste terapie più sicure e controllabili. Gli scienziati stanno studiando CAR-T “di nuova generazione”, capaci di attivarsi o disattivarsi in modo più preciso, limitando gli effetti collaterali come la sindrome da rilascio di citochine.