Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 8:02

[La serie su nuove terapie sanitarie e costi economici continua da qui]

CAR-T, acronimo di terapia Chimeric Antigen Receptor-T cell, è una nuova immunoterapia per i tumori, soprattutto per i tumori del sangue (leucemie e linfomi), con grandissime potenzialità. In un articolo precedente ho illustrato la biosintesi e il funzionamento degli anticorpi, elementi fondamentali della nostra difesa contro infezioni e tumori. Perché le cellule specializzate (i linfociti B, coadiuvati però dai linfociti T e dai macrofagi) possano iniziare la produzione degli anticorpi è necessario che esse riconoscano la cellula tumorale come estranea all’organismo.

Questo primo passo nell’attivazione delle difese immunitarie contro il cancro è difficile perché la cellula neoplastica non è affatto estranea all’organismo, ma ne fa parte. Per questo con una certa frequenza la nostra difesa può fallire e il tumore può svilupparsi. La tecnologia CAR-T consiste nel prelevare linfociti T del paziente e modificarli geneticamente in modo che producano ed espongano sulla loro superficie una molecola recettore capace di reagire con qualche molecola caratteristica del tumore del paziente, scavalcando i requisiti di estraneità all’organismo. I linfociti T così attivati danno inizio ad una risposta immunitaria che non si sarebbe verificata altrimenti e che sperabilmente può distruggere le cellule neoplastiche sia direttamente, ad opera dei linfociti T, sia tramite l’attivazione dei linfociti B e la produzione di anticorpi. L’efficacia delle terapie CAR-T è molto elevata ed è allo studio la possibilità di estenderne l’applicazione a tumori diversi da quelli del sangue ed anche a malattie non neoplastiche.