«Nel week end scorso abbiamo avuto 600 stazioni di servizio dove era esaurito il gasolio: colpa nostra che abbiamo tenuto i prezzi troppo bassi ma se 600 stazioni Eni rimangono senza gasolio un problema possibile c’è». Lo ha detto Claudio Descalzi, ceo di Eni, nel suo intervento all’undicesima edizione della Scuola di Formazione Politica della Lega. Come Italia «non abbiamo nostro grezzo, non abbiamo raffinazione potente e quando ci sono emergenze non possiamo più dire andiamo in Germania o negli Stati Uniti».

«Il problema in questo momento non sono i prezzi ma i volumi» di petrolio e gas: «Quello che è successo nel Golfo è l’evento più importante degli ultimi 40 anni dal punto di vista della caduta dell’offerta: in questo momento mancano 4,5 milioni di barili di prodotti più altri 12 milioni di greggio, quindi qualcosa di importante», ha aggiunto il ceo di Eni. «Siamo in una situazione dove o hai capacità di produrre quello che ti serve o rischi - ha detto il manager - noi non solo non abbiamo raffinazione ma non abbiamo anche produzione, quindi tutte le incongruenze di questi ultimi 20 anni davanti a questi stress test le paghiamo».

«Il jet fuel è la parte più critica: l’Europa ha un gap e deve importare il 35% del jet fuel e bisogna capire come lo si trova e a che prezzi», ha detto ancora Claudio Descalzi. Il manager vede meno problemi in questa fase «per le benzine, per il greggio anche se bisogna avere le raffinerie per processarlo mentre per il diesel-gasolio bisogna competere con altre aree. Spero che questo problema sia così importante a livello mondiale che porti tutti a più miti consigli».