Sono parole destinate a fare discutere quelle pronunciate oggi da l'ad di Eni, Claudio Descalzi, ospite della Scuola di formazione della Lega a Roma: «Io penso che sia necessario sospendere il bando che scatterà il primo gennaio 2027 sui 20 miliardi di Gnl (gas naturale liquefatto, n.d.r.) che vengono dalla Russia. E suggerirei anche, come sta dicendo il governo italiano, di rivedere anche l'Ets, la tassa su tutta l'industria pesante. Non dico che deve essere cancellata, ma deve essere sospesa oppure redistribuita, per non penalizzare ulteriormente un settore industriale che già deve pagare molto l'energia».
Caro carburante, a rischio anche i traghetti per Sicilia e Sardegna
Il manager ha poi messo in guardia l’Europa anche per la crisi dei carburanti: «la questione non sono i prezzi, sono i volumi. L'Europa ha un problema di jet fuel. Consuma circa 60 milioni di tonnellate e ne importa il 35 per cento, perché negli ultimi vent'anni sono state chiuse 36 raffinerie. Quello che ideologicamente è successo ci porta a dire che non abbiamo capacità di raffinazione in Europa. Siamo arrivati in una situazione in cui hai la capacità di produrre ciò che ti serve, oppure rischi. Non abbiamo più la produzione europea o nazionale. Noi importiamo il 95% di materia prima. Tutte le incongruenze, con tre stress test in cinque anni, il Covid e le guerre in Ucraina e Iran, adesso le stiamo pagando».










