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14 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 12:50

Giorgia Meloni non poteva ignorare le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che ha chiesto di non sospendere il bando europeo sui 20 miliardi di gas naturale liquefatto che viene dalla Russia e che scatterà dal 1 gennaio 2027. E decide di prendere tempo. Perché non si tratta solo di una questione economica, ma soprattutto politica: sarebbe la prima riapertura al gas russo da parte dell’Ue. “Descalzi è un operatore del settore”, ha risposto la presidente del Consiglio a una domanda de Ilfattoquotidiano.it, capisco il suo punto di vista, “io continuo a sperare che quando il problema dovesse porsi noi saremo riusciti” a raggiungere la “pace in Ucraina”. “Ma dobbiamo fare molta attenzione a come ci muoviamo”.

Parole che non sciolgono la questione politica sollevata dall’ad di Eni. Perché le sue dichiarazioni sono arrivate a margine della Scuola di formazione della Lega e soprattutto perché le ha pronunciate appena quattro giorni dopo la sua conferma da parte del governo alla guida del cane a sei zampe. Una tempistica che ha sicuramente smosso gli equilibri all’interno del governo, non solo per la recente riconferma di Descalzi, ma anche perché il 15 aprile arriva a Roma Volodymyr Zelensky che, invece, esige che gas e petrolio russo rimangano un tabù nell’Ue.