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10 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 15:07
Un colpo di scena nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, decedute tra il 27 e il 28 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso per avvelenamento da ricina. La procura di Larino indaga per duplice omicidio premeditato. Gianni Di Vita, rispettivamente padre e marito delle vittime, ha cambiato legale. L’avvocato Arturo Messere, che lo tutelava in quanto parte offesa nel primo procedimento aperto dalla procura di Campobasso per omicidio colpo, ha rinunciato all’incarico, comunicando questa mattina la decisione.
Una scelta legata a motivi contingenti e non meglio specificati, che segna un passaggio delicato mentre le indagini sono ancora in pieno svolgimento. Di Vita come l’altra figlia Alice sono stati lungamente ascoltati come persone informate sui fatti. Su cosa la famiglia (ma la 18enne Alice non era presente) ha consumato tra il 23 e il 24 dicembre, prima che le due donne cominciassero a stare male. Secondo quanto si apprende, la difesa dell’uomo sarà assunta nelle prossime ore dall’avvocato Vittorino Facciolla, consigliere regionale ed ex segretario regionale del Partito democratico. Un avvicendamento che avviene in un momento cruciale dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Larino, che punta a fare piena luce su una vicenda ancora costellata di interrogativi.















