Gianni Di Vita, papà della quindicenne Sara, e marito di Antonella Di Ielsi, morte a ridosso di Natale a Pietracatella (Campobasso), è negativo alla ricina. La notizia, circolata nelle scorse settimane, trova adesso conferma anche se manca l'ufficialità, dal momento che la consulenza tossicologica del Centro antiveleni di Pavia non è ancora stata trasmessa al medico legale Pia De Luca. Tanto che la procura non conferma. Nel campione di sangue dell'uomo, che il 26 dicembre aveva riferito di avere accusato sintomi di intossicazione e, in via precauzionale, era stato ricoverato allo Spallanzani di Roma dopo la morte delle due donne, gli esperti del laboratorio del Maugeri non hanno individuato tracce del potente veleno che invece avrebbe ucciso Antonella e Sara. L'ipotesi dell'omicidio volontario sembra oramai certa.
Crescono i sospetti su Di Vita, che tornerà ad essere interrogato nei prossimi giorni. Tanto più che la versione fornita a Marco Graziano, capo della squadra mobile di Campobasso, e alla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, la scorsa settimana, non ha convinto. Così come è sembrata sospetta quella della figlia e sorella delle vittime, Alice, e della cugina dell'uomo, Laura, che attualmente ospita i sopravvissuti della famiglia. La coincidenza, anche delle espressioni dei tre nella ricostruzione dei giorni e dei pasti precedenti ai decessi, ha molto insospettito gli inquirenti che battono la pista del delitto familiare. In queste ore sono state convocate anche alcune amiche di Alice, che la sera del 23 non ha cenato in casa. La presenza dell'uomo, che invece sembrava certa, è adesso oggetto di ricostruzione, l'ipotesi è che si trovasse proprio dalla cugina. Sin dal primo momento aveva detto di non ricordare cosa avessero mangiato quella sera. Antonella e Sara avevano cominciato a star male nella notte tra il 24 e il 25 dicembre. Tanto che anche i pasti della vigilia di Natale, quando però l'intera famiglia era con i parenti, prima di Antonella e poi di Gianni, sono stati ritenuti possibile causa dell'avvelenamento. Sara è morta il 27 dicembre, Antonella il giorno dopo. Ma quella della famiglia non è l'unica ipotesi. Alcuni sospetti riguarderebbero anche la vita professionale di Di Ielsi, commercialista nello studio del marito, che era stato anche sindaco di Pietracatella.













