"Sono con la coscienza a posto".

Dieci giorni dopo la clamorosa svolta nell'inchiesta sulle misteriose morti di Pietracatella, paese della provincia di Campobasso dove vivevano Sara Di Vita, 15 anni, e sua mamma Antonella Di Ielsi, 50 anni, trapela la prima reazione di Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime.

L'uomo, commercialista ed ex sindaco del paese, in questi giorni è sempre rimasto in silenzio e ha sempre evitato le telecamere. Lo ha fatto anche nel giorno del lungo interrogatorio in questura a Campobasso, durato oltre 10 ore.

A rivelare la reazione dell'uomo è stato il suo avvocato Arturo Messere. Interpellato dall'ANSA il legale si è mostrato prudente rispetto alla nuova inchiesta ("Aspettiamo che l'autorità giudiziaria ci faccia una comunicazione ufficiale"), ma poi ha riferito di un colloquio avuto nei giorni scorsi con il suo assistito: "Posso solo dire - sono le sue parole - che l'ultima volta che ho parlato con Di Vita lui era molto addolorato per la tragedia avvenuta, ma allo stesso tempo sereno e tranquillo. Mi ha solo detto di essere a posto con la sua coscienza".

Intanto, nel massimo riserbo che accompagna le deposizioni dei testimoni, emerge qualche dettaglio in più sulla lunga giornata di interrogatori, durata ben 13 ore (sono stati sentiti prima Gianni Di Vita e sua figlia Alice, gli unici due superstiti della famiglia, e infine - in tarda serata - una cugina nella cui casa i due vivono da quando la loro abitazione è sotto sequestro): il commercialista ha ribadito di non ricordare con precisione quali pasti abbiano consumato il 23 dicembre, giornata sulla quale si concentra l'attenzione degli investigatori considerato che Sara e Antonella hanno cominciato a sentirsi male tra la vigilia e il giorno di Natale. La Squadra Mobile ha inoltre incrociato le sue dichiarazioni e quelle della figlia con le altre rese in serata dalla cugina, sentita subito dopo le prime due deposizioni. Non viene ora escluso che i tre possano essere riconvocati ancora nei prossimi giorni negli uffici della Questura per ulteriori chiarimenti.