Mamma e figlia morte avvelenate, la ricina ha agito velocemente. Indagini su tre pasti e i cesti di Natale

Il veleno avrebbe agito in un tempo ridotto e non a rilascio prolungato. Convocati in Procura Gianni Di Vita e la figlia maggiore

ITALIA > CRONACA NERA

mercoledì 8 aprile 2026 di Redazione web

Al centro delle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, di soli 15 anni, ci sono tre momenti precisi: due cene e un pranzo consumati tra il 23 e il 24 dicembre, prima che il malore fatale si manifestasse la mattina di Natale. La Procura di Larino ha ipotizzato l'omicidio volontario e gli investigatori della Squadra Mobile di Campobasso si concentrano ora più che mai sulla ricostruzione di quei pasti: secondo fonti citate dal Corriere della Sera, i consulenti tecnici avrebbero escluso un rilascio lento della tossina che ha ucciso mamma e figlia, la ricina. Questo dettaglio cambia tutto: le due avrebbero assunto il veleno in modo rapido e in dosi massicce, rendendo l'effetto fulmineo e devastante.