VENEZIA - Si fa sempre più ampio lo scontro sulla Biennale legato al padiglione russo. Tra prese di posizione dell’Ue e raccolte di firme. E ieri il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, ha auspicato un ripensamento della Biennale confermando così il suo appoggio al ministro Alessandro Giuli. «In quel padiglione come in quello iraniano - ha detto Mollicone, esponente di spicco di Fratelli d’Italia - non ci potrebbe essere espressione libera d’arte, ma solo arte di Stato».

Biennale, Giuli chiede le dimissioni di Gregoretti, rappresentante del Ministero nel Cda: «Venuto meno il rapporto di fiducia». Lei: «Sono serena, non ho intenzione di lasciare»

Nel frattempo l’Unione europea dice di voler rivedere gli accordi con la Biennale. Lo afferma il portavoce della Commissione Thomas Regnier. Secondo Regnier «ogni volta che si stipula un accordo di sovvenzione, i beneficiari devono rispettare diverse disposizioni stabilite nel singolo accordo. Ci sono standard etici che devono essere rispettati, valori dell'Ue, norme dell'Ue, ecc. Quindi, ciò che potrebbe potenzialmente accadere è che esaminiamo questo accordo di sovvenzione. Verifichiamo che tutto sia rispettato e, in caso di violazione, la Commissione sospende o risolve il contratto». In ballo, come è noto, c’è un contributo di due milioni.