VENEZIA - L’Unione europea scende in campo contro il Padiglione russo. È l’ennesimo capitolo di uno scontro che si sta allargando di giorno in giorno e che è legato alla scelta della Biennale di ospitare gli artisti russi alla prossima mostra internazionale d’arte in programma dal 9 maggio a Venezia. E sulla stessa linea, sempre ieri, si sono posizionati i ministri di 22 paesi europei che hanno definito “inaccettabile” il progetto. Sullo sfondo possibili sospensioni dei contributi.

«Condanniamo fermamente la decisione della Biennale di consentire alla Russia di riaprire il suo padiglione nazionale alla 61a Esposizione Internazionale d'Arte - affermano in una nota la vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen e il commissario Ue alla Cultura Glenn Micallef - la decisione non è compatibile con la risposta collettiva dell'Ue alla brutale aggressione della Russia. Se la Biennale dovesse andare avanti con la sua decisione di consentire la partecipazione della Russia, esamineremo ulteriori azioni, tra cui la sospensione o la cessazione di una sovvenzione dell'Ue in corso alla Fondazione Biennale. La Commissione europea è stata chiara nella sua posizione in merito alla guerra illegale di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina. La cultura promuove e salvaguarda i valori democratici, promuove il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione e non dovrebbe mai essere utilizzata come piattaforma di propaganda. Gli Stati membri, le istituzioni e le organizzazioni - concludono i rappresentanti dell’Unione europea - devono agire in linea con le sanzioni dell'Ue ed evitare di fornire una piattaforma alle persone che hanno attivamente sostenuto o giustificato l'aggressione del Cremlino nei confronti dell'Ucraina». Sempre ieri la vicenda ha coinvolto anche i ministri della Cultura e degli Affari Esteri di 22 Paesi europei, compresa l'Ucraina, che hanno infatti sottoscritto una lettera per invitare la dirigenza della Biennale a «riconsiderare la partecipazione della Federazione Russa».