VENEZIA - Si inasprisce, ancora, lo scontro sulla partecipazione della Russia alla Biennale arte. In questi giorni 37 membri del Parlamento Europeo, appartenenti a quasi tutti gli schieramenti politici (nell'elenco non ci sono italiani) hanno firmato una lettera in cui chiedono all'Unione Europea di interrompere ogni finanziamento alla rassegna. L'Ue non ha mai reso noti i fondi destinati alla Biennale di Venezia. Ma secondo la lettera indirizzata, tra gli altri, a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, come riferisce il sito "Politico", l'Unione avrebbe stanziato circa 2 milioni di euro in tre anni.

«In nessuna circostanza la Russia, soggetta a pesanti sanzioni europee su commercio, beni e servizi, dovrebbe poter partecipare a un evento finanziato con denaro pubblico europeo - si legge nella lettera dei parlamentari europei - il padiglione russo non deve essere utilizzato nemmeno per attività organizzate dalla Russia, sia in forma fisica sia digitale». Ed anche in questo caso i progetti nel padiglione vengono definiti "inaccettabili". «Ogni giorno in cui il padiglione russo rimane nel programma della Biennale è un giorno in cui la credibilità dell'Ue si indebolisce - prosegue la lettera - Ogni euro di finanziamento europeo destinato a un'istituzione che ospita quel padiglione è una contraddizione in termini. Il popolo ucraino, che combatte e muore per i valori su cui questa Unione è stata fondata, merita chiarezza, non ambiguità». Da qui la richiesta di una revisione formale dei partecipanti e degli organizzatori del padiglione russo per evitare eventuali sanzioni individuali. Propongono infine "misure restrittive mirate contro chiunque, individuo o entità, coinvolto nel padiglione russo e collegabile in modo credibile al governo russo, al suo apparato propagandistico o ad attività di sostegno alla guerra."