VENEZIA - Non c’è, pace per il progetto del Padiglione russo della Biennale. L'ultimo affondo, in termini di tempo, arriva dalla Commissione europea che, come annunciato qualche tempo fa, ha deciso di avviare la procedura per tagliare i fondi all'istituto lagunare se non ci sarà una marcia indietro. La presa di posizione ha subito fatto fa infuriare gli esponenti della Lega e del Movimento 5 Stelle che attaccano Bruxelles per quella che giudicano come un'ingerenza nelle libere valutazioni di un ente culturale autonomo.
L'avvertimento dell'Ue è arrivato con una lettera inviata al presidente della fondazione Pietrangelo Buttafuoco. Il mittente è l'Agenzia esecutiva per l'istruzione e la cultura, articolazione della Commissione Ue.
Dal punto di vista normativo la Biennale avrà trenta giorni per chiarire la propria posizione o fare retromarcia, altrimenti perderà una sovvenzione di due milioni di euro per un periodo di tre anni, dal '25 al '28.
«Ci viene detto - si legge in una nota della Biennale - che poichè permettiamo alla Russia di riaprire il padiglione loro intendono sospendere o cancellare il finanziamento. Abbiamo 30 giorni per rispondere ed entro quella data presenteremo le nostre ragioni. Siamo certi di non aver violanto alcuna norma di aver agito nel rispetto delle convenzioni, delle leggi nazionali ed internazionali e nei limiti della nostre competenze, responsabilità è finalità»












