Torna ad accendersi la polemica attorno alla Biennale di Venezia, dopo la scelta di consentire l'apertura del Padiglione russo. La Commissione europea ha avviato la procedura per tagliare i fondi all'istituto lagunare se non ci sarà una marcia indietro. La Biennale difende il proprio operato e conferma «di aver agito in stretta osservanza delle leggi nazionali e internazionali vigenti» e nei limiti delle proprie competenze.

Assalto alla Biennale di Venezia, ma Buttafuoco resiste: la Russia ci sarà. E la Ue taglia 2 milioni

L'ente fa sapere che «esprimerà nei tempi e termini dovuti le proprie ragioni», certo di non aver violato alcuna norma e di aver rispettato la convenzione con l'agenzia europea competente. L'avvertimento dell'Ue è arrivato con una lettera al presidente della Fondazione Pietrangelo Buttafuoco. La Biennale avrà 30 giorni per chiarire la propria posizione o fare retromarcia, altrimenti perderà una sovvenzione di 2 milioni di euro per il triennio 2025-2028.

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Di «volgare ricatto» parla il leader della Lega Matteo Salvini. Critiche anche da esponenti del Carroccio e del M5s, che denunciano un'ingerenza politica di Bruxelles. Secondo Angelo Bonelli di Avs, la vicenda evidenzia un doppio standard europeo nei confronti di Russia e Israele. Dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli,non sono arrivate reazioni. Il Mic valuta il carteggio con gli artisti russi richiesto ai vertici della Fondazione. Intanto cinque operatori culturali legati alla partecipazione della Russia alla Biennale sono stati sanzionati con un decreto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.