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11 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 19:21

La riapertura del Padiglione russo alla Biennale di Venezia torna ad infiammare il dibattito politico. Questa volta la scintilla arriva dalla Commissione europea, che ha deciso di dare seguito alle minacce di un mese fa. L’avvertimento dell’Ue, confermato all’Ansa dalle istituzioni comunitarie, è arrivato con una lettera al presidente della fondazione, Pietrangelo Buttafuoco: l’esecutivo di Bruxelles ha deciso di avviare la procedura per tagliare i fondi all’istituto lagunare se non ci sarà una marcia indietro. Una mossa che ha fatto infuriare sia la Lega che il Movimento 5 Stelle.

Nella lettera, la Commissione Ue ipotizza che la Biennale abbia violato le sanzioni europee contro la Russia autorizzando la partecipazione di artisti russi come “delegazione governativa” e chiede pertanto di interrompere il progetto. La Biennale avrà trenta giorni per chiarire la propria posizione o fare retromarcia, altrimenti perderà una sovvenzione di due milioni di euro per un periodo di tre anni, dal 2025 al 2028. Il tempo stringe, perché la 61esima Esposizione internazionale d’Arte sarà inaugurata il 9 maggio e nei tre giorni precedenti si terrà la ‘vernice’ per la stampa, gli stessi tre giorni che la delegazione russa intendeva utilizzare per performance artistiche.