VENEZIA - Due milioni di euro. È questo il valore dello scontro fra la Commissione Europea e la Biennale di Venezia, ora che infuria la bufera sulla presenza della Russia all’Esposizione Internazionale d’Arte di maggio. Bruxelles martedì aveva stigmatizzato quella partecipazione, non escludendo il taglio del contributo finora erogato a Ca’ Giustinian. Ieri il portavoce Thomas Regnier ha confermato quella posizione: «Abbiamo pubblicato la dichiarazione a nome della vicepresidente Henna Virkkunen e del commissario Glenn Micallef. Molto brevemente, la Commissione condanna la decisione della Fondazione Biennale di consentire alla Russia di partecipare all'edizione 2026 dell’Esposizione d’Arte alla Biennale di Venezia. Il motivo? Perché la cultura in Europa dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici, favorire il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione. Valori che non sono rispettati nella Russia di oggi».

Quanto all’entità del finanziamento che potrebbe essere sospeso, se non revocato del tutto, il portavoce Rgnier ha precisato: «La Fondazione Biennale riceve sostegno per la produzione di film, il mercato cinematografico e la formazione nell'ambito del programma “Creative Europe Media”. È una sovvenzione di due milioni di euro per un periodo di tre anni, destinata a sostenere i produttori cinematografici, le tecnologie immersive e la formazione».