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10 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 19:39

Il ritorno della Russia alla Biennale di Venezia fa insorgere la Commissione Europea e i ministri della Cultura e degli Esteri di 22 Paesi dell’Unione. Da un lato l’esecutivo Ue minaccia il taglio dei fondi all’esposizione internazionale d’arte, dall’altra gli esponenti dei governi definiscono “inaccettabile” la presenza della Federazione in Laguna “nelle attuali circostanze”. Esplode, dunque, la polemica per la decisione del presidente della Fondazione Pietrangelo Buttafuoco.

La vicepresidente esecutiva della Commissione Henna Virkkunen e il commissario alla Cultura Glenn Micallef hanno condannato “fermamente” la decisione di consentire a Mosca di riaprire il padiglione, nonostante continui la guerra in Ucraina: “La cultura promuove e tutela i valori democratici, incoraggia il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione e non dovrebbe mai essere utilizzata come piattaforma per la propaganda”, scrivono in una nota i due. “Gli Stati membri, le istituzioni e le organizzazioni devono agire in linea con le sanzioni dell’Ue ed evitare di dare spazio a individui che hanno attivamente sostenuto o giustificato l’aggressione del Cremlino contro l’Ucraina”, continuano definendo la decisione della Fondazione Biennale “non compatibile con la risposta collettiva dell’Ue alla brutale aggressione russa”. Quindi la minaccia, esplicita: “Qualora la Fondazione Biennale dovesse procedere con la sua decisione di consentire la partecipazione della Russia, prenderemo in considerazione ulteriori misure, tra cui la sospensione o la cessazione di un finanziamento Ue”.