Da un lato il taglio dei fondi europei, per ben 2 milioni di euro, dall’altro il rischio di dimissioni del presidente della Biennale. È su questo crinale che si muove la difficile partita del governo italiano sul nodo della presenza della Russia alla mostra internazionale d’arte che si tiene in Laguna. Una questione spinosa che si affianca agli altri importanti fronti aperti sul versante della diplomazia internazionale proprio mentre la premier Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si apprestano a ricevere il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, atteso nel pomeriggio di mercoledì 15 aprile a Roma.
La Commissione europea taglia i contributi
Proprio alla vigilia di questa importante visita, infatti, la Commissione Europea ha formalizzato l’intenzione di procedere al taglio del contributo alla kermesse a causa della presenza della Russia. L’Agenzia esecutiva per l’istruzione e la cultura (Eacea) ha infatti inviato una lettera per informare la Fondazione della Biennale di Venezia della sua intenzione di sospendere o revocare una sovvenzione in corso, pari a 2 milioni di euro, volontà di cui aveva informato il governo italiano a marzo come segno di “condanna” della decisione della Biennale.












