VENEZIA - Dall’abbraccio durante la visita a Venezia alla presa di distanza, dallo strappo all’ultimatum di ieri. Con la richiesta formale da parte del Mic della corrispondenza intercorsa tra Biennale e Russia per la partecipazione alla prossima Esposizione d’arte. Gli amici Alessandro Giuli, ministro della Cultura, e Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale, su fronti opposti. L’uno contro l’altro.

Non solo: Roma vedrà ora cosa dicono le carte, ma non è escluso che dal Collegio Romano possano essere anche inviati degli ispettori a Venezia per chiarire meglio i contorni della vicenda ed eventuali responsabilità nell'elusione delle norme restrittive nei confronti di un paese aggressore.

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Il primo segnale della frattura, che sarebbe poi deflagrata in modo clamoroso, era arrivato martedì. A Roma nella sede del ministero della Cultura era prevista la presentazione ufficiale del Padiglione Italia alla prossima Biennale dell'Arte con tutto il vertice della Fondazione veneziana, a partire dal presidente Buttafuoco. Un appuntamento annunciato da tempo, a cui tuttavia, a causa di improvvisi "altri impegni istituzionali", non era presente fisicamente ma solo da remoto con un video messaggio, proprio il padrone di casa, il ministro della Cultura Giuli, peraltro legato da antica amicizia a Buttafuoco. Un'assenza che aveva stupito più di qualcuno, ma di cui si è poi intuita la ragione “diplomatica”.