VENEZIA - «Non è politica, è cultura. Bisogna tenere aperte le porte alla discussione». Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, si schiera con il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, per la riapertura del padiglione russo ai Giardini della Biennale.

«Io sono per l'Ucraina, senza se senza ma - premette - Per più di un anno ho ospitato dei profughi ucraini a casa. Abbiamo gemellato Venezia con Odessa. Non c'è dubbio sul mio posizionamento politico. Altra cosa è il popolo russo. E Venezia deve restare un luogo di diplomazia. Non possiamo muoverci come un'autocrazia, siamo una democrazia. È evidente che avere un padiglione gestito da uno stato che io non ritengo democratico, avrà delle implicazioni. Ma non può passare il concetto che per questo non partecipi alla Biennale. In questo modo chiude la cultura».

Brugnaro precisa che se ci sarà un'inaugurazione del padiglione russo non parteciperà. «Ma non dobbiamo aver paura di difendere la libertà di Venezia» conclude. Parole pronunciate in occasione della firma per il "Polo del mare", nuovo progetto di alta formazione a Venezia, presenti anche i rettori delle due università cittadine, meno inclini ad entrare in argomento.

«Posso dire che lo Iuav è sempre per il dialogo, costruiamo ponti» il commento di Benno Albrecht. «La Biennale è un luogo di dialogo, come l'università - aggiunge, per Ca' Foscari, Tiziana Lippiello - E noi siamo per il dialogo. Noi dobbiamo esportare i nostri valori, a cominciare dalla democrazia. Orgogliosi e aperti al dialogo con le altre culture».