VENEZIA - «Io da sempre sono dalla parte degli ucraini, l’ho detto fin dal primo momento. Ma boicottare il Padiglione della Russia mi sembra sbagliato». Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, è tornato sulla lunga polemica che ha visto contrapposti il governo e la presidenza della Biennale. «Sono favorevole all’apertura degli spazi non solo per la Russia, ma anche per Stati Uniti ed Israele. Certo, per evitare che ci siano forme di propaganda staremo attenti, vigileremo e la Biennale sicuramente farà dei controlli ad opera dei funzionari. Anche perché, dobbiamo dirlo, il popolo russo secondo me non c’entra niente con questa guerra». Partendo da questo presupposto Brugnaro è tornato a definire Venezia come una città della pace. «E poi - aggiunge il sindaco - la nostra storia lo conferma. Per secoli Venezia è stata una città di diplomazia e di commerci ed anche per questo dico che ognuno di noi deve difendere la libertà che è stata conquistata nel tempo». Il sindaco, intervenuto nel corso della presentazione del Padiglione Venezia, ha poi ribadito la sua posizione nella speranza che presto si arrivi alla fine del conflitto.
«Dopo tutto quello che abbiamo visto in queste settimane, direi che siamo in presenza di una sorta di seconda guerra mondiale. I conflitti non si possono risolvere con le bombe, ma solamente con un’azione di mediazione. So che è difficile da realizzare ma le parti si devono sedere attorno ad un tavolo con il proprio nemico. Noi siamo contrari ad ogni forma di totalitarismo, non siamo Cina o Russia». Brugnaro, nel confermare la piena solidarietà alle scelte del presidente Buttafuoco, ha poi ricordato la presa di posizione del Comune di Venezia. «Il nostro Comune si è subito schierato dalla parte degli ucraini come nel gemellaggio che abbiamo avviato con Odessa - ha concluso - ma è sbagliato silenziare artisti ed emozioni».







