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11 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:32

La guerra in Medio Oriente tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran – e la risposta di Teheran verso i paesi del Golfo – ha riportato drammaticamente al centro dell’attenzione la sicurezza energetica globale, con pesanti ripercussioni sui mercati del petrolio e del gas. La situazione, già delicata per le tensioni nello Stretto di Hormuz, sta spingendo i principali paesi consumatori a intervenire per stabilizzare i prezzi e garantire forniture strategiche.

In risposta al rapido aumento dei prezzi, il Giappone ha annunciato che libererà le proprie riserve petrolifere già da lunedì. La prima ministra Sanae Takaichi ha sottolineato l’urgenza di ridurre la pressione sui mercati senza attendere una decisione formale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie). “Il Giappone intende assumere un ruolo guida nel bilanciare domanda e offerta nel mercato energetico internazionale”, ha dichiarato Takaichi, riferendosi al rilascio delle scorte strategiche a partire dal 16 marzo. Anche la Germania sta procedendo con lo svincolo di parte delle proprie riserve nazionali, seguendo le preoccupazioni espresse dai membri del G7 per i rincari legati alla guerra in Iran.