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Ultimo aggiornamento: 18:18
La nuova crisi in Medio Oriente e l’escalation militare che sta coinvolgendo l’area cominciano a produrre effetti immediati anche sui mercati energetici europei. In Italia il governo corre ai ripari: su indicazione del ministero dell’Economia e del ministero delle Imprese e del Made in Italy sono stati rafforzati i controlli della Guardia di finanza sull’intera filiera distributiva dei carburanti, dalla produzione fino ai distributori. L’obiettivo è duplice: verificare la trasparenza dei prezzi alla pompa e monitorare l’andamento dei valori di mercato dei prodotti energetici per individuare eventuali fenomeni speculativi o accordi anticoncorrenziali.
L’intensificazione dei controlli arriva dopo i rialzi ingiustificati registrati negli ultimi giorni, in parallelo con l’aumento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, che hanno reagito alle tensioni geopolitiche e al timore di possibili ripercussioni sulle rotte energetiche globali e con la chiusura dello Stretto di Hormuz dove il traffico delle petroliere è crollato del 90%.
A rafforzare l’allarme è arrivato anche l’annuncio del ministro dell’Energia del Qatar, Saad al-Kaabi, secondo cui l’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran potrebbe avere conseguenze pesanti sull’equilibrio energetico mondiale. Doha ha avvertito che, se la guerra dovesse proseguire, i Paesi del Golfo potrebbero essere costretti a interrompere le esportazioni energetiche nel giro di poche settimane, con un possibile shock globale dei prezzi e conseguenze particolarmente rilevanti per Europa e Italia.












