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4 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 18:40

La crisi in Medioriente si fa sentire nelle tasche degli automobilisti. Come segnala Staffetta Quotidiana si sono già impennati i prezzi di benzina e (soprattutto) gasolio alla pompa, mentre proseguono a briglia sciolta i rialzi sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi, sulla scia di quotazioni internazionali in preda al panico. Il Brent del resto ha chiuso ieri sopra gli 80 dollari e la quotazione del gasolio ha sfondato quota mille dollari la tonnellata (in euro siamo al massimo da ottobre 2023). Assoutenti ha deciso di presentare una segnalazione all’Autorità garante della concorrenza perché valuti un’indagine. L’andamento dei prezzi, dice il presidente Gabriele Melluso, è “del tutto anomalo sia per la velocità dei rincari, sia per la loro entità, soprattutto se si considera che la materia prima petrolio è stata acquistata dalle società nei mesi scorsi a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli odierni”.

Il gasolio, in media nazionale self service, è al livello più alto dal 14 luglio 2024, la benzina dal 21 dicembre scorso. Ma – segnala la Staffetta – è molto probabile che “già domani i record saranno aggiornati”. Tanto che torna in pista l’ipotesi di applicazione della norma (tutt’ora in vigore) sulla sterilizzazione delle accise: l’articolo 1 comma 291 della legge 244/2007 (legge di bilancio 2008) stabilisce che le accise possono essere diminuite per compensare le maggiori entrate dell’Iva derivanti dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio greggio. Il decreto può essere adottato se il prezzo del greggio aumenta, sulla media del mese precedente, rispetto al valore di riferimento indicato nell’ultimo Documento programmatico di finanza pubblica. Circostanza che si è verificata in questi giorni.