Mentre le tensioni in Medio Oriente continuano ad alimentare l’incertezza sui mercati, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie) e il G7 si muovono con una manovra coordinata per provare a spegnere definitivamente la fiammata su petrolio e gas, che rischia di riverberarsi sull’economia globale, facendo salire l’inflazione e riducendo la crescita, già debole. L’intenzione, per ora non recepita dalle Piazze internazionali (ieri in calo dopo la ripresa di martedì), è calmare i mercati, garantire flussi regolari di greggio e gas e ridurre i rischi di shock energetici prolungati, mentre la guerra in Iran, che il presidente americano Donald Trump ha promesso finirà a breve, continua per ora senza interruzioni.
L’Aie ha deciso d’iniettare 400 milioni di barili di petrolio attraverso il rilascio coordinato delle scorte strategiche dei suoi Paesi membri. Una mossa senza precedenti, mentre gli analisti sono allarmati da una interruzione lunga dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, fondamentale per il transito globale del greggio e non solo. Secondo Goldman Sachs, questo rilascio potrebbe compensare circa 12 giorni di esportazioni perse e contribuire a ridurre i prezzi del petrolio di circa 7 dollari al barile (secondo il presidente francese Emmanuel Macron corrisponde invece a più o meno a 20 giorni di volumi esportati attraverso lo Stretto di Hormuz). Subito dopo l’annuncio dell’Aie, il G7, presieduto proprio dalla Francia, ha riunito ieri i leader in videoconferenza, incluso Donald Trump, per coordinare una risposta internazionale sull’energia.













