L’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) propone lo svincolo di riserve petrolifere più consistente della storia per abbattere i prezzi del greggio, schizzati alle stelle con il conflitto in Medio Oriente. E i ministri dell’Energia del G7 aprono a tutte le misure necessarie «per affrontare la situazione».
Anche nella mattinata di oggi, mercoledì 11 marzo, i future di aprile del Wti viaggiano sopra gli 85 dollari al barile, mentre quelli di maggio del Brent superano i 90 dollari al barile. In leggera risalita gli scambi del gas naturale sul Ttf di Amsterdam, intorno ai 50 euro al megawattora.
Lo sblocco, riporta il Wall Street Journal, supererebbe i 182 milioni di barili che i Paesi membri dell’Aie hanno immesso sul mercato in due tranche nel 2022, quando la Russia ha lanciato l’invasione dell’Ucraina. L’idea è stata avanzata ieri a Parigi durante la riunione straordinaria dell’Agenzia.
Una decisione sembra prevista per oggi. Da aggiungere che i Paesi membri dell’Aie detengono 1,2 miliardi di barili in scorte pubbliche, a cui se ne aggiungono 600 milioni in scorte commerciali obbligatorie. Nel frattempo, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, mette l’accento sul «prezzo della nostra dipendenza» energetica: «Dall’avvio del conflitto i prezzi del gas sono aumentati del 50% e quelli del petrolio del 27%. Tradotto in euro: dieci giorni di guerra sono già costati ai contribuenti europei 3 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili».













