I mercati internazionali scommettono sulla de-escalation in Iran, rassicurati anche dalle possibili risposte del G7 sulle riserve strategiche di petrolio (anche se i Sette per ora prendono tempo). E proprio su greggio e gas sembra spegnersi la fiammata iniziata la scorsa settimana con la guerra mossa da Israele e Stati Uniti. Ieri, in un clima positivo di rimbalzo delle Borse europee, il valore del Brent, il principale indice di riferimento per il greggio, è sceso a 91 dollari al barile (-8%), con il Wti che ha seguito a quota 86 dollari al barile (-8,6%). Un calo aiutato anche dai Paesi del Medio Oriente, che hanno ridotto la loro produzione giornaliera di greggio. Il prezzo del gas al Ttf di Amsterdam è poi crollato a 47 euro al megawattora (-16%).

Bene tutti i listini europei. La Piazza migliore è stata quella di Madrid in aumento del 2,9%, seguita da Milano (+2,6%) e da Francoforte, in crescita del 2,3%. Leggermente più caute Amsterdam (+1,9%), Parigi (+1,8%) e Londra, in rialzo comunque dell'1,6%. Molto più cauta Wall Street, che si è mossa a lungo poco sopra la parità, per poi calare leggermente sotto. Alla fine il Dow Jones ha chiuso in calo dello 0,07% e l’S&P 500 dello 0,2%. In questo clima il cambio euro/dollaro è rimasto stabile a 1,16 e lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è ulteriormente sceso a 69 punti base, rispetto ai 75 punti della vigilia. In lieve rialzo, invece, di circa l’1%, il prezzo dell’oro, a quota 5200 dollari l’oncia.