Una tregua in Medio Oriente in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz. I mercati scommettono sulla fine della guerra in Iran, fidandosi del possibile negoziato con gli Stati Uniti, nonostante smentite e minacce incrociate. Ieri i listini europei hanno chiuso in forte rialzo, più prudente Wall Street, con il prezzo del gas e del petrolio in discesa.

Questo benché l'Agenzia internazionale dell’energia stia valutando se sia necessario un nuovo rilascio d’emergenza di petrolio in aprile per evitare l’aggravarsi della crisi energetica. E nel frattempo la Commissione europea ha presentato il primo intervento per rivedere le regole sugli Ets, cioè le tasse alle aziende sulle emissioni inquinanti, in attesa della revisione complessiva attesa per luglio.

L’attuale “cassaforte” del sistema di scambio Ue sulle emissioni verrà rafforzata, con Bruxelles che metterà in cascina più permessi, in eccesso rispetto all’attuale tetto di 400 milioni di quote. In caso di nuovi shock sui mercati energetici la Commissione metterà così sul mercato le quote extra. Una mossa che punta ad abbassare i prezzi della CO2, compensando gli aumenti di gas e luce per le imprese.

Pur abituati alle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, talvolta contrastanti, gli investitori hanno scelto la linea dell’ottimismo senza curarsi delle minacce di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato. Ad avviare la giornata positiva per i mercati, ieri, sono state le Borse asiatiche dove Tokyo ha fatto un balzo del 5,3% e Seul dell’8,4%.