Imercati scommettono su un accordo tra Usa e Iran per il cessate il fuoco, anche se da Teheran fanno sapere che la proposta americana è "eccessiva".

L'ipotesi di un possibile punto di caduta nei negoziati ha fatto invertire la rotta al petrolio. Quello americano si è stabilizzato sotto i 100 dollari (Wti -1,91% a 90,62 dollari al barile), mentre il Brent del Mare del Nord ha oscillato intorno alla soglia critica, per poi segnare un calo del 2,44% a 101,97 dollari.

A passo di gambero anche il gas sulla piazza Ttf di Amsterdam (-2,27% a 52,82 euro al MWh) all'indomani della 'forza maggiore' invocata da QatarEnergy sui contratti di consegna via nave dopo i danni alle proprie infrastrutture a seguito degli attacchi iraniani.

Si è stabilizzato l'oro sotto i 4.600 dollari l'oncia, mentre il dollaro ha guadagnato terreno a 86,34 centesimi di euro e a 74,68 penny.

Ma il vero segnale che qualcosa sta cambiando lo hanno dato il mercato dei titoli di stato e quello azionario. Il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi ha chiuso in calo a 87,9 punti, contro i 90 punti segnati in apertura e i 92,5 punti della chiusura precedente. In ribasso di 11,6 punti al 3,83% il rendimento annuo italiano, di 7 punti al 2,95% quello tedesco e di 10,6 punti al 3,65% quello francese, stabilizzato ormai a un livello inferiore rispetto ai Btp decennali.