Borse in caduta in tutto il mondo nel quarto giorno della guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Schizzano in alto ancora i prezzi del gas e sale anche il petrolio. Su anche i rendimenti dei titoli di Stato e si allontanano le ipotesi di una riduzione dei tassi di interesse.
Dopo il calo marcato già segnato lunedì dai listini azionari del Vecchio continente ieri la prospettiva di un conflitto prolungato ha fatto crescere la paura degli investitori che hanno reagito con una ondata di vendite. Anche a New York, dove il giorno prima gli indici avevano tenuto, la chiusura è stata negativa ma in risalita dai minimi di giornata.
Milano ha perso quasi il 4% (-3, 92% l'indice Ftse Mib con quasi tutti i titoli principali in rosso), più o meno lo stesso ribasso delle altre piazze europee, che in due giorni hanno visto andare in fumo quasi 900 miliardi di capitalizzazione. Il tasso sul Btp decennale italiano è salito di 10 punti base al 3,45%, mentre il differenziale di rendimento con il Bund tedesco si è allargato a quota 70, dai 64 della sera prima.
I timori però ora si concentrano soprattutto sul fronte dell'energia, con il rincaro delle materie prime che potrebbe innescare una nuova infiammazione inflazionistica dopo quella seguita al Covid. E le associazioni dei consumatori già lanciano l'allarme per il caro-bolletta.










