I mercati finanziari stanno rispondendo in queste ore agli attacchi di Israele all’Iran esattamente nel mondo in cui era prevedibile che reagissero. Il prezzo del petrolio è in forte crescita; quello del gas naturale è in rapido aumento più in Europa che nel resto dei mercati mondiali; infine l’impatto severo, benché non catastrofico, su tutte le piazze azionarie mondiale meno quelle di due grandi produttori di petrolio alternativi al Medio Oriente: Russia e (nei futures in attesa delle aperture) anche il Canada.