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13 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 11:57

Inevitabile forte rialzo delle quotazioni degli idrocarburi dopo l‘attacco israeliano contro l’Iran. Non tanto per le forniture iraniane, comunque degne di nota (la produzione di petrolio di Teheran è di circa 3,3 milioni di barili al giorno), quanto per i rischi di destabilizzazione dell’intera area e di ripercussioni sull’agibilità Stretto di Hormuz da cui transita il 20%delle forniture globali di greggio. Un blocco limiterebbe la capacità di Iraq, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti di immettere petrolio sul mercato mondiale.

A Londra, il Brent, petrolio di riferimento per il mercato europeo, sale del 7% e supera i 74 dollari al barile. Il gas, scambiato sul mercato di Amsterdam, guadagna il 4% e si avvicina ai 38 euro al megawattora. Nota a margine: a beneficiare di questa situazione è innanzitutto la Russia, che con quotazioni del petrolio scese fin sotto i 60 dollari aveva visto assottigliarsi pericolosamente le sue entrate.