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Ultimo aggiornamento: 11:53
Le Borse europee sono in netto calo e i prezzi di petrolio e gas di nuovo in salita mentre aumenta l’incertezza sui negoziati tra Usa e Iran e le prospettive di riapertura dello stretto di Hormuz. Uno scenario che alimenta le scommesse sull’ipotesi di aumento dell’inflazione e di un intervento delle banche centrali sui tassi.
Il Wti guadagna il 7,1% a 89,80 dollari al barile. Il Brent sale del 6,05% a 95,85 dollari. L’indice europeo stoxx 600 cede l’1,1%. In flessione Francoforte (-1,6%), Milano (-1,3%), Madrid (-1,2%), Parigi (-1,1%) e Londra (-0,6%). I principali listini sono appesantiti dai comparti delle auto e del lusso. Male anche le compagnie aeree e scivolano le banche. Acquisti sulle utility, con il prezzo del gas che sale del 4,7% a 40,60 euro al megawattora. Balzo del settore azionario dell’energia, in linea con l’andamento del prezzo del petrolio.
In tensione i titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 74 punti, con il rendimento del decennale italiano che sale di sei punti base al 3,74% e quello tedesco al 2,99%. In aumento anche i tassi della Grecia al 3,70% (+6 punti), della Francia al 3,62% (+5 punti) e della Spagna al 3,43% (+5 punti). In lieve rialzo il prezzo dell’oro che guadagna lo 0,1% a 4.794 dollari l’oncia. Sul fronte valutario l’euro è poco mosso a 1,1762 sul dollaro.














