I negoziati tra Usa e Iran tremano e portano all’impennata dei prezzi del petrolio, oltre a mandare ancora in fibrillazione i listini di Borsa su scala globale. Le nuove turbolenze sono state innescate dalle notizie provenienti da Teheran secondo cui i negoziatori iraniani punterebbero a interrompere le comunicazioni con gli Usa, oltre ad assicurare la completa chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita il 20% del greggio mondiale, in risposta agli attacchi israeliani contro il Libano.A New York, i futures sul Wti hanno guadagnato il 6%, attestandosi intorno ai 92 dollari al barile, malgrado a maggio il benchmark americano abbia registrato il calo mensile più marcato dall’aprile del 2025, crollando di quasi il 17%. I future sul Brent, il riferimento internazionale, hanno avuto un balzo del 5%, fino ai 95 dollari. In rialzo, tra le Borse, Tokyo (+1%) e Hong Kong (+0,8%) con i titoli tecnologici. In rosso l'Europa con Milano (-0,52%), Londra (-0,68%), Parigi (-0,45%) e Francoforte (-0,40%). Contrastata Wall Street, con Dj a -0,04% e Nasdaq a +0,72%, con Nvidia in evidenza (+5%) dopo l’annuncio di un nuovo processore per personal computer. In rialzo anche i rendimenti sui Treasuries, il vero termometro degli umori degli investitori: l’annuale è salito al 3,814% (+0,024) e il decennale al 4,471% (+0,018). «Non tolleremo un’escalation delle tensioni in Libano, la pazienza delle forze armate iraniane ha un limite», ha ammonito Mohsen Rezaei, consigliere della guida suprema Mojtaba Khamenei. Hormuz «è sotto il controllo dell’Iran e non permetteremo che il blocco degli Usa prosegua», ha aggiunto su X, ribaltando uno scenario di moderato ottimismo sulla chiusura positiva dei negoziati.Dopo un’intervista telefonica all’insegna dell’insofferenza sull'ipotesi di stop ai negoziati ("Non mi importa davvero. Non potrebbe importarmene di meno"), il presidente Donald Trump ha corretto il tiro in un post su Truth: «Ho avuto una telefonata molto produttiva» con il premier «israeliano Bibi Netanyahu e non ci saranno truppe dirette a Beirut», assicurando poi che «i colloqui con l’Iran proseguono a ritmo serrato». Il percorso sui negoziati resta accidentato e difficile. Nel fine settimana, Netanyahu ha elogiato le sue forze armate per la conquista del castello di Beaufort, nel Libano meridionale, mentre le truppe dell’Idf continuano a guadagnare terreno. In aggiunta, Usa e Iran si sono scambiati attacchi incrociati già nel weekend. Da ultimo, il Comando centrale militare Usa ha riferito che le forze americane hanno intercettato, nel corso della notte, due missili balistici iraniani che avevano come obiettivo le forze americane in Kuwait. «Sembra quasi di fare due passi avanti e uno indietro nel rapporto tra Usa e Iran: tuttavia, è evidente che il mercato non si aspetta una nuova accelerazione delle ostilità tale da riportarci alla situazione» delle prime due o tre settimane del conflitto, ha osservato alla Cnbc, Tim Holland di Orion. In altri termini, «siamo più vicini all’uscita di sicurezza che all’ingresso in autostrada», ha aggiunto.