La nuova interruzione dello scambio diplomatico ha riacceso le preoccupazioni degli operatori su un ulteriore deterioramento della stabilita regionale, soprattutto alla luce dei nuovi episodi di tensione militare tra forze statunitensi e iraniane nell'area dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico globale di petrolio. Sul piano politico, il presidente Donald Trump ha cercato di rassicurare i mercati, affermando che i colloqui con Teheran «andranno a buon fine», nonostante il nuovo irrigidimento delle posizioni tra le parti.
Corre il petrolio Accelerano i prezzi del petrolio, con il Brent in rialzo del 6,7% fino a 97,2 dollari al barile e il Wti in aumento di circa l'8% a 94,2 dollari, in un contesto dominato dal peggioramento del quadro geopolitico in Medio Oriente. A innescare il rally e stata la brusca frenata nei canali di comunicazione tra Iran e Stati Uniti, dopo l'intensificarsi delle operazioni militari israeliane in Libano. Secondo l'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim, Teheran avrebbe sospeso lo scambio di messaggi e documenti attraverso i mediatori, accusando Washington di mantenere una linea ambigua e incoerente, tale da rallentare i negoziati. Nei giorni precedenti, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, aveva gia descritto i contatti con Washington come proseguiti in un clima di «diffidenza», pur senza una rottura formale. Le reazioni delle Borse Le Borse europee scivolano e girano in calo con le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran, complici anche gli attacchi di Israele in Libano. Allo stesso tempo, i listini cercano una via d'uscita nelle prospettive dell'intelligenza artificiale, sospinte dall'ingresso di Nvidia nel settore dei chip per pc. L'indice d'area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, cede un quarto di punto percentuale, con farmaceutici e industriali sotto vendita mentre a passo deciso avanza il tech, seguito dai titoli legati all'energia. In questo contesto sale il petrolio con il wti oltre quota 90 dollari (+4,1%) e il brent sopra i 94 dollari al barile (+3,9%). In allungo anche il prezzo del gas. Ad Amsterdam, mercato di riferimento, i contratti Ttf salgono del 4,1% ad un passo da 48 euro al megawattora. Tra le singole Piazze, Milano perde lo 0,85% con il Ftse Mib a 49.640 punti. A pesare sono le vendite sulla difesa con Avio (-3,6%), Fincantieri (-3,3%) e Leonardo (-2,3%). Francoforte cede lo 0,23%, Parigi lo 0,22%, Londra lo 0,61%. Lo spread tra Btp e Bund sale a 73 punti. E salgono anche i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano al 3,74%, il tedesco al 3% e l'Oat francese oltre il 3,6%. Debole l'euro sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1626 sul biglietto verde.







