Le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio, alimentando preoccupazioni inflazionistiche e gravando sui costi aziendali. Le perdite hanno interessato principalmente i settori dell'energia, dei semiconduttori e della difesa.Il petrolio Prezzo del petrolio in rialzo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna ad agosto passa di mano a 74,66 dollari al barile con un avanzamento del 4,55% mentre il Brent con consegna a settembre è scambiato a 79,41 dollari al barile con una crescita del 4,47%. Il crollo delle Borse La Borsa di Seul ha chiuso in forte ribasso, con l'indice Kospi che ha perso l'8,95% a 6.806,93 punti, travolto dalle vendite sui titoli tecnologici e dal peggioramento del clima sui mercati dopo il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente. Lo riferisce l'agenzia Yonhap. Nel corso della seduta il listino è sceso fino a 6.783,43 punti, facendo scattare il circuit breaker, che ha sospeso per 20 minuti le contrattazioni dei titoli quotati sul Kospi. Si tratta della settima attivazione della misura dall'inizio dell'anno. Anche le borse cinesi, oltre a quella di Seul che ha perso il 9% e Tokyo che ha lasciato sul terreno quasi il 2%, chiudono in netto calo in un panorama delle piazza finanziarie asiatiche che risente notevolmente dei rischi geopolitici. L'indice Shanghai Composite è sceso del 2,06%, chiudendo a 3.913,79 punti. Shenzhen ha perso circa il 4 per cento.
Guerra in Iran, sale il prezzo del petrolio. Borse, Seul crolla del 9%. Tengono quelle europee
Le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio, alimentando preoccupazioni inflazionistiche e gravando sui costi...









