Il petrolio accelera al rialzo oltre il 2%, mentre la crisi tra Stati Uniti e Iran torna a infiammare i mercati energetici globali.
Le quotazioni salgono dopo nuove tensioni sul programma nucleare di Teheran e il deterioramento delle prospettive diplomatiche, in un contesto già segnato da forte instabilità geopolitica.
A pesare sono le indiscrezioni stampa, secondo cui la Guida suprema iraniana avrebbe imposto che l’uranio arricchito resti in Iran, irrigidendo ulteriormente la posizione negoziale di Teheran.
Secondo fonti citate da Reuters, infatti, l’ayatollah Mojtaba Khamenei avrebbe formalizzato questa linea, mentre sul fronte statunitense, il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver sospeso imminenti attacchi aerei per dare spazio alla diplomazia, su richiesta degli alleati del Golfo.
In questo scenario, giovedì 21 maggio, il WTI sale del 2,4% a 100,57 dollari al barile e il Brent guadagna quasi il 2% fino a 107,05 dollari.






